Borse di studio per studiare musica nel nome di Alessandro Ambrosio, magari in collaborazione con l’Università. E altre attività culturali destinate ai giovani. Per andare oltre il semplice ricordo e realizzare qualcosa di concreto e di utile per rendere omaggio alla memoria del capotreno, ucciso a 34 anni il 5 gennaio scorso nel parcheggio del piazzale Ovest. L’idea è al vaglio del Comune, assieme a una serie di altre iniziative, per non dimenticare Ambro, ammazzato senza un motivo mentre, fuori servizio, stava andando a incontrare un amico.
Ambrosio era un musicista appassionato: suonava con le band ’About:blank’ e ’FanKaz’, e quando era a casa sua, ad Anzola, si chiudeva dentro la camera, porta rigorosamente chiusa, l’imperativo categorico di non essere disturbato per nessun motivo mentre componeva melodie. Era il suo regno. Il regno della musica. E in futuro il papà Luigi - anche lui musicista - darà vita ad alcuni brani inediti di Alessandro trovati nel suo telefonino dopo la sua morte, registrazioni a cui ancora non era stata data la forma di canzone.
Il primo maggio scorso, peraltro, una delle band di Ambro è stata invitata a suonare sul palco del concertone, in piazza Maggiore, facendo il pieno di applausi. Borse di studio, quindi, per supportare i ragazzi nella passione della musica, grazie anche all’attenzione e all’attivazione da parte della Fondazione emiliano-romagnola per le vittime di reato.








