L’idea era partita dal papà Pietro e alcuni amici: una borsa di studio intitolata a Massimo Guccione, che ne mantenesse vivo il ricordo. E che tenesse conto di com’era, il 18enne originario di Monopoli: brillante, curioso, sempre impegnato fra mille attività – scolastiche e non – nel racconto di chi lo ha conosciuto. Iniziativa ora accolta con favore dallo stesso Comune.

Dopo neppure un mese di gestazione quella borsa di studio è nata. E con la stessa fisionomia di chi l’aveva concepita. Era la sera del 3 maggio scorso quando, mentre era in gita con la sua classe – la quinta A del comprensivo Galileo Galilei – Marie Curie di Monopoli – il ragazzo cadde dal balcone di un hotel di Lignano Sabbiadoro (Udine). Un fatto sul quale, rispetto alle cause che l’hanno originato, non vi è mai stata chiarezza. Dieci giorni dopo, ad ogni modo, Guccione è morto nel reparto di Rianimazione dell’ospedale “Santa Maria della Misericordia” di Udine.

Da allora suo padre Pietro non si è dato pace. E in meno di un mese ha trasformato il dolore in qualcosa di concreto: prima una raccolta fondi su GoFundMe, poi la costituenda fondazione “Massimo Guccione” – promossa insieme alla madre Patrizia Leoci – e infine la borsa di studio vera e propria, patrocinata dal Comune e condivisa con quattro assessorati: Pubblica istruzione, Politiche giovanili, Servizi sociali e Sport. Tre assegni da 1.500 euro ciascuno, uno per ciascuno dei tre istituti superiori del territorio: il polo liceale Galilei-Curie, gli istituti tecnici Vito Sante Longo e l'Iiss Luigi Russo. Un assegno per ogni scuola.