Massimo Guccione amava la fisica e le scienze. Ancora pochi mesi e, finiti gli esami di maturità, avrebbe provato il test per la Normale a Pisa. Di scienza parlava da quando era piccolo con suo papà Pietro, ingegnere, forse un atto di emulazione nei suoi confronti. Tanto si è già detto e si continua a dire, in queste ore, del ragazzo brillante, talentuoso, dello studente preso a modello dai compagni. Così era, nelle parole di chi lo ha conosciuto, il 18enne di Monopoli morto martedì scorso, dopo che la sera del 3 maggio era caduto dal balcone di un hotel a Lignano Sabbiadoro durante una gita scolastica. E identica è l’immagine che scaturisce dal racconto di suo padre. Che però della memoria di suo figlio vuole resti anche altro, al di là dei talenti e dei meriti, e che questo non si disperda nel resoconto di quel che il ragazzo sapeva o non sapeva fare: «Massimo amava la vita più di ogni altra cosa. Amava ed era amato. Da tutti». Perché quel ricordo si mantenga vivo, Pietro Guccione, assieme ad alcuni amici del ragazzo, ha lanciato una raccolta fondi per istituire una borsa di studio in suo onore. Premierà gli studenti più meritevoli — con Isee familiare non superiore ai 25mila euro — che frequentano l’ultimo anno delle scuole superiori di Monopoli, che si siano distinti per impegno e risultati nell’anno scolastico 2025-2026. Nella sola giornata di ieri sono già stati raccolti circa 15mila euro.
“Il mio Massimo amava la vita, solo da poco erano emerse fragilità. Non saprò mai cosa è successo”
Pietro Guccione è il padre del liceale di Monopoli morto per la caduta da un balcone durante la gita scolastica in Friuli: ha istituito una borsa di studio in …









