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6 GENNAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 12:01
Aggredito, accoltellato mortalmente e abbandonato in un passaggio esterno della stazione ferroviaria di Bologna. E’ morto così Alessandro Ambrosio, a soli 36 anni, durante un turno di riposo: dipendente di Trenitalia, era addetto al controllo sui convogli Intercity. Mentre proseguono le ricerche del principale sospettato, il 36enne croato Marin Jelenic che potrebbe essere fuggito in treno verso Milano, arrivano le prime parole per ricordare Alessandro, per dire chi era. “Ambro era uno di noi. Ambro era un gran chitarrista. Ambro era tante altre cose”, scrive il Centro Culturale Anzolese, che saluta così il suo ‘Ambro’.
Ambrosio, laureato in statistica, impiegato sui treni Intercity a medio-lunga percorrenza e residente ad Anzola dell’Emilia, suonava spesso con gli altri attivisti del Centro, che frequentava assiduamente. “Completamente irrazionale pensare che una vita possa spegnersi così – si legge in un post sulla pagina Facebook del centro corredato da una foto di Ambrosio alla chitarra (foto) – Una vita di un ragazzo, di un uomo vissuta con estrema gentilezza, di una educazione fuori dal comune, ma soprattutto con goliardia e ironia”.











