Antonio Carcaterra, ordinario di Meccanica applicata della Università La Sapienza di Roma, è uno dei candidati all'elezione di rettore a La Sapienza che si terrà il prossimo ottobre. Chi vincerà sostituirà l'attuale rettrice, Antonella Polimeni. "La Sapienza deve diventare un centro di attrazione internazionale per la sua capacità di produrre sintesi tra discipline diverse", spiega il professore, che nell'Ateneo più grande d'Europa vede un hub globale capace di connettere discipline apparentemente distanti, come le scienze umanistiche e l'intelligenza artificiale, per rispondere alle grandi sfide del nostro tempo.
Professore, la campagna elettorale è appena iniziata
"Gli argomenti sono estremamente interessanti, perché una struttura come quella di Sapienza è molto articolata e ricca di grandi competenze. Questo permette di formulare proposte che, a mio avviso, sono affascinanti. Uno degli elementi in cui crediamo di più è la valorizzazione delle competenze multidisciplinari. Quella che da una parte è una complessità organizzativa, dall'altra è una risorsa. Se pensa ai più grandi e cruciali problemi del mondo – dall'approvvigionamento energetico ai conflitti geopolitici, dalle questioni etiche e di bioetica fino all'intelligenza artificiale – sono tutti temi in cui concorrono discipline molto diverse. Questa è una delle forze che Sapienza può offrire come contributo al sistema Paese, a patto di organizzare in modo sistematico la connessione tra questi settori. Difficilmente altri consessi, privi di questa grande varietà di competenze, possono raggiungere sintesi così importanti. La nostra idea è che La Sapienza debba essere valorizzata proprio da questo punto di vista: diventare un centro di attrazione a livello internazionale per la sua capacità di produrre sintesi multidisciplinari. Questo non solo apre opportunità culturali e di ricerca, ma anche la capacità di attrarre fondi, un aspetto oggi straordinariamente importante per la ricerca".








