Di: Radiogiornale-Alessio Veronelli/GiuWi Una squadra di soccorso svizzera è volata in Venezuela per aiutare la popolazione colpita dal terremoto di due giorni fa. Alle 03:00 di venerdì notte, è decollato da Zurigo il volo Swiss con 80 specialisti di aiuto in caso di catastrofi, 8 cani e 18 tonnellate di materiale. Il carico comprende scorte di cibo per i cani, acqua potabile e macchinari di soccorso. Qualche ora fa la televisione venezuelana ha confermato l’arrivo alla base aerea militare di Maracay, 50 chilometri a ovest di Caracas.Le immagini del terremotoCoordinamento e preparazioneIntervistata da SRF, la responsabile del coordinamento con le altre squadre che operano in Venezuela, Regina Gujan, ha spiegato che il primo passo è ”contattare i responsabili sul posto, organizzare i mezzi di trasporto e capire dove si può essere d’aiuto”. Già attiva in Turchia nel 2023, Gujan dovrà coordinare le riunioni, trasmettere gli aggiornamenti operativi e redigere rapporti sulle attività svolte per informare tutte le squadre.Per prepararsi a missioni simili gli specialisti svolgono regolarmente esercitazioni con l’obiettivo di lavorare in sicurezza e nel modo più efficiente possibile.La Catena svizzera di salvataggio - Swiss RescueQuando avviene un grave terremoto o un disastro in qualche parte del mondo, tra le prime squadre di soccorso internazionali ad arrivare ci sono spesso, in divisa arancione, i soccorritori e le soccorritrici di Swiss Rescue, un’unità di intervento rapido specializzata nella ricerca e nel salvataggio di persone intrappolate sotto le macerie. Tutto parte dal Servizio Sismologico Svizzero, che lancia l’allarme pochi minuti dopo una scossa. A quel punto, se il governo svizzero decide di intervenire, si attiva il resto della catena: la Guardia Aerea (REGA) e la Swiss International Air Lines mettono a disposizione gli aerei, l’aeroporto di Zurigo gestisce la logistica di partenza, e la squadra si prepara a decollare.Tra gli ingranaggi chiave di questo dispositivo c’è anche REDOG, l’Associazione svizzera dei cani da ricerca e soccorso, che con le sue unità cinofile è incaricata di localizzare sotto le macerie eventuali sopravvissuti.I cani da ricercaTra chi presta soccorso in caso di catastrofe ci sono anche i cani da ricerca. Per capire come funziona la ricerca di persone nelle macerie abbiamo intervistato Marina Tulinski, una volontaria con quarant’anni di esperienza nel campo della ricerca e soccorso con cani, che ha partecipato alla missione in Giappone nel 2011. Un soccorritore giapponese cammina con un cane da ricerca tra le macerie nella città devastata dallo tsunami di Rikuzentakata, nella prefettura di Iwate, nel nord-est del Giappone, il 9 aprile 2011.keystoneTempestività e arrivo sul postoLa tempestività è cruciale. Prima si arriva sul posto, maggiori sono le possibilità di trovare persone vive sotto le macerie. Tuttavia, spiega Tulinski, “l’arrivo può essere ostacolato da strade interrotte” o dalla necessità di mobilitare una complessa catena di soccorso che include persone, materiali e strumenti tecnici. I conduttori di cani e le loro squadre portano con sé il necessario per essere autonomi per una decina di giorni: “cibo per i cani, e acqua potabile per 3 giorni, poiché non è garantita la disponibilità di acqua pulita”. Dal momento in cui si stabilisce sul posto, la Catena Svizzera fornisce le provviste.Organizzazione delle operazioni“L’organizzazione sul campo dipende dall’entità dei danni e dall’organizzazione dello stato colpito.” Generalmente, le squadre cinofile lavorano a fianco dei soccorritori della catena. Esistono procedure internazionali ben definite, come quelle stabilite dall’OCHA (Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari Umanitari), per coordinare gli interventi e prevenire il caos.La catena di soccorso si divide in diverse parti. Ogni conduttore di cane lavora con un “network” di supporto, che include un capo gruppo e soccorritori. Le squadre si dividono in gruppi più piccoli per poter lavorare 24 ore su 24 a turni, garantendo una copertura continua.Le conduttrici e i conduttori di cani mostrano il loro lavoro con gli animali nei diversi ambiti delle squadre cinofile della sezione regionale della Svizzera orientale di REDOG, l’Associazione svizzera dei cani da ricerca e soccorso, in una foto scattata sabato 11 marzo 2023 a Frauenfeld.
I soccorsi svizzeri in Venezuela, “il naso dei cani resta insuperabile” - RSI
Terremoto in Venezuela: la squadra svizzera con 80 esperti e 8 cani da ricerca è operativa. Scopri come lavorano i soccorritori e perché il naso dei cani è insuperabile.






