Sono stati assegnati gli incarichi per i nuovi accertamenti dattiloscopici sui sacchi neri nei quali era avvolto al momento del ritrovamento il corpo di Liliana Resinovich, la 63enne scomparsa a Trieste il 14 dicembre 2021 e trovata morta il 5 gennaio 2022.

Liliana Resinovich

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La gip del Tribunale di Trieste, Flavia Mangiante, ha conferito oggi l'incarico per i nuovi accertamenti dattiloscopici sui sacchi neri in cui era avvolto il cadavere di Liliana Resinovich, la 63enne scomparsa a Trieste il 14 dicembre 2021 e trovata morta nei giardini dell'ex Opp il 5 gennaio 2022. Per la sua morte è indagato il marito, Sebastiano Visintin, mentre i familiari attendono da anni di arrivare a un processo. la strada sembra essere però ancora lunga: è slittato infatti a ottobre il deposito della perizia sui reperti relativi al caso. I risultati delle analisi fatte dagli esperti sui coltelli sequestrati a Visintin, gli abiti indossati dalla 63enne e il bracciale che indossava avrebbero dovuto essere depostitati l'8 giugno e discussi proprio oggi in udienza.

Il nuovo rinvio ha imposto però un altro stop di 90 giorni dopo il primo ostacolo di marzo, quando il gip aveva concesso al collegio peritale altro tempo per eseguire gli accertamenti di natura genetica, dattiloscopica e merceologica. A Fanpage.it, il fratello di Liliana, Sergio, aveva detto di non avere più fiducia nella giustizia. "Non abbiamo partecipato all'odierna udienza, perché riteniamo che si possa proseguire anche senza le persone offese, che non sono parti necessarie. I tempi ormai irragionevoli di questo procedimento mostrano una scarsa attenzione per Liliana", ha sottolineato l'avvocato Nicodemo Gentile insieme ai legali Federica Obizzi e Antonio Cozza, che assistono i parenti di Liliana. "Abbiamo depositato memorie tecniche in misura ampia – hanno ricordato i legali nella nota trasmessa a Fanpage.it – Il fascicolo contiene già gli elementi necessari per decidere, in qualunque direzione. Non serve altro tempo, non servono accertamenti su sacchi già maneggiati da un esercito di persone, serve una scelta netta e tempestiva. Questo ‘percorso lumaca' rischia di soffocare la verità".