Liliana Resinovich «nessuna impronta di guanto sul sacco che nascondeva il cadavere». La GoPro conferma l'alibi del marito Sebastiano Visentin

Nuovi sviluppi dalle analisi del Gabinetto interregionale del Triveneto di polizia scientifica di Padova

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giovedì 7 agosto 2025 di Redazione web

TRIESTE - Ci sono nuovi sviluppi nel caso di Liliana Resinovich. Secondo quanto emerge dalle analisi del Gabinetto interregionale del Triveneto di polizia scientifica di Padova, alla quale la Procura di Trieste aveva affidato accertamenti dopo che il Gip Luigi Dainotti aveva rigettato la richiesta di archiviazione, l'impronta «guantata» rinvenuta su uno dei sacchi neri in cui era infilato il cadavere non è la traccia lasciata da un guanto ma dalla trama dei jeans che indossava la donna.