L’impronta che gli inquirenti hanno definito “guantata”, trovata su uno dei sacchi neri in cui era stato rinchiuso il corpo di Liliana Resinovich non è stata lasciata da un guanto, ma dalla trama dei jeans che la donna indossava. È quanto emerso dagli accertamenti svolti dal Gabinetto interregionale di polizia scientifica del Triveneto, con sede a Padova, su incarico della procura di Trieste. L’indagine è stata riaperta dopo che il gip Luigi Dainotti aveva respinto la richiesta di archiviazione.
Caso Resinovich, trovati 5 hard disk: da oltre 20 anni Visentin controllava Liliana con foto e video
di Federica Angeli
20 Giugno 2025
L’esame comparativo






