Biometria e identificazione remota in tempo reale sono alcuni dei temi al centro della ricerca che il Centro Studi Comtel ha commissionato alla Scuola Superiore Sant’Anna, per garantire un accesso normato alle nuove tecnologie, rispettando privacy e diritti dei cittadini.
Secondo lo studio se da un lato le tecnologie biometriche sono oggi centrali, sia in ambito pubblico che privato, c’è bisogno che di conciliare queste nuove tendenze con i diritti fondamentali della persona: l’uso di sistemi di identificazione biometrica remota in tempo reale in spazi pubblici per finalità di law enforcement è, infatti, vietato, salvo eccezioni rigorose (es. ricerca di persone scomparse, minacce terroristiche o simili). Altro esempio sempre più diffuso è quello dell’identità digitale: come mette in evidenza lo studio Comtel sempre più strumenti (SPID, CIE, wallet europeo) rafforzano la sicurezza ma aumentano la responsabilità nella gestione dei dati.
La vulnerabilità digitale
Proprio la vulnerabilità delle credenziali digitali rappresenta una criticità, la compromissione dei dati biometrici può avere effetti permanenti. Perciò lo studio propone lo sviluppo di modelli regolatori adattati ai diversi contesti (pubblico, privato, law enforcement), con particolare attenzione alla cooperazione pubblico-privata e alla gestione del rischio biometrico.









