Teheran ha le prove, dice. O almeno così sostiene il portavoce degli Esteri iraniani, Esmaeil Baqei, che ieri ha attaccato l'Italia e la Romania dopo le dichiarazioni di Mark Rutte a Fox News. Il segretario generale della Nato aveva detto che circa 500 aerei americani erano decollati dalle basi italiane per sostenere l'operazione Epic Fury contro l'Iran. «L'Italia e la Romania sono esplicitamente nominate dal segretario generale della Nato come partecipanti all'aggressione contro l'Iran», ha scritto Baqei su X, chiedendo a Roma e Bucarest di spiegare ai propri cittadini «perché hanno scelto di colludere in questo palese atto di aggressione». La nota elenca le città colpite dalle operazioni: Teheran, Isfahan, Tabriz, Shiraz, Bandar Abbas, Minab, Lamerd, Sanandaj e Hamadan. «La Nato e i suoi singoli Stati membri che hanno partecipato a tale processo decisionale devono essere ritenuti responsabili di tutte le conseguenze», ha aggiunto Baqei.
Ma a Washington il tono era già cambiato prima che arrivasse l'accusa iraniana. Il segretario di Stato Marco Rubio, da Manama nel Bahrein, ha detto ai giornalisti che Trump «è molto deluso» dall'Italia e da altri Paesi europei. «Non ci sono stati per noi e purtroppo tra loro c'era l'Italia», ha detto Rubio, aggiungendo che la questione verrà affrontata al vertice Nato di Ankara, in Turchia, del 7 e 8 luglio. «Lo ha detto ancora ieri e sono sicuro che queste posizioni emergeranno ancora durante il summit», ha concluso il segretario di Stato.











