La Open Source Enterprise della Cia celebra ottantacinque anni di attività. Nata nel 1941 per monitorare stampa e trasmissioni radiofoniche straniere, oggi è uno dei perni dell’intelligence americana sulle fonti aperte. Un percorso che racconta come sia cambiato il confine tra informazione pubblica, tecnologia e sicurezza nazionale
Dalla rassegna delle radio straniere durante la Seconda guerra mondiale all’uso dell’intelligenza artificiale per leggere il flusso digitale globale. La Cia celebra gli 85 anni della sua Open Source Enterprise, erede del Foreign Broadcast Information Service: una ricorrenza che illumina il ruolo, sempre meno accessorio, delle fonti aperte nella competizione tra intelligence.
È il campo dell’Open Source Intelligence, l’Osint. Un settore che la Central Intelligence Agency considera oggi sempre più centrale e che, nei giorni scorsi, ha celebrato con l’85° anniversario della propria Open Source Enterprise, l’unità che raccoglie l’eredità di una struttura nata ben prima della stessa Cia.
La ricorrenza ha riunito anche quattro ex direttori dell’organizzazione, a testimonianza di una continuità che attraversa la Seconda guerra mondiale, la Guerra fredda e l’attuale stagione della competizione tecnologica. La storia dell’Ose, infatti, comincia nel febbraio 1941, quando gli Stati Uniti non erano ancora entrati nel conflitto mondiale e Washington avviò il Foreign Broadcast Monitoring Service. Il compito era semplice soltanto in apparenza: ascoltare, trascrivere e analizzare le trasmissioni radiofoniche e la stampa estera, a partire dalla propaganda dei regimi dell’Asse.







