<p>L'<strong>intelligenza artificiale</strong> ha superato la fase delle <strong>chatbot</strong>.
Aziende e governi stanno iniziando a delegare a sistemi autonomi non solo compiti, ma decisioni e processi critici. È la tesi di <em>Autonomia Delegata</em>, la ricerca presentata il 26 giugno da <strong>Zenita Group</strong> alla Camera dei Deputati, firmata da <strong>Pierguido Iezzi</strong>, direttore della divisione Cybersecurity del gruppo. </p> <p> </p> <p>Il report ha incrociato i dati di circa 1.100 posizioni aperte nei principali laboratori AI con operazioni di <strong>M&A</strong>, cicli di rilascio dei modelli e investimenti in capacità computazionale.
Il risultato è una fotografia di un settore che si sta polarizzando: 670 posizioni aperte in un laboratorio orientato a costruire uno stack verticale integrato, contro 410 in un laboratorio focalizzato su infrastrutture di fiducia per mercati regolamentati.
Due strategie diverse, conquistare l'intera<strong> filiera computazionale</strong> o presidiare governance e compliance, in un mercato che oggi conta 8-10 poli globali di frontiera, con nuovi modelli rilasciati ogni 6-8 settimane. </p> <h2><strong>Come si allarga il concetto di sicurezza</strong></h2> <p>Il cuore della ricerca è un <a href="https://www.milanofinanza.it/news/ai-la-vera-garanzia-e-la-qualita-del-dato-non-la-quantita-202604201828178953">cambio di paradigma</a>.







