Presentata la ricerca "Autonomia Delegata": analizzate 1.080 posizioni aperte nei principali laboratori AI

Roma, 25 giu. – L’intelligenza artificiale ha superato la fase delle chatbot. Sta diventando una nuova infrastruttura operativa su cui aziende, governi e piattaforme iniziano a trasferire processi, decisioni e funzioni critiche.

È questa la tesi centrale di “Autonomia Delegata”, la nuova ricerca di Zenita Group, firmata da Pierguido Iezzi, a capo della divisione cyber del gruppo italiano. Il report viene presentato oggi alla Sala Stampa della Camera dei Deputati (ore 17.30), nella conferenza “Dall’AI come strumento all’infrastruttura di fiducia. Competitività, controllo e sicurezza nell’era degli agenti intelligenti”, con la partecipazione di rappresentanti istituzionali, delle forze armate e del mondo accademico.

Il report analizza 1.080 posizioni aperte nei principali laboratori AI, integrando i dati con operazioni di M&A, cicli di rilascio dei modelli, investimenti in capacità computazionale e segnali infrastrutturali. Il quadro che emerge è netto: l’AI non è più soltanto uno strumento da adottare, ma un ambiente operativo da governare. Dai dati occupazionali emerge una divergenza già misurabile: circa 670 posizioni aperte in un laboratorio orientato alla costruzione di stack verticali integrati (Player A) contro 410 in un laboratorio focalizzato sullo sviluppo di infrastrutture di fiducia per mercati regolamentati (Player B). Una differenza che segnala due traiettorie strategiche ormai non sovrapponibili: da un lato la cattura dell’intera filiera computazionale globale, dall’altro un posizionamento esplicito su governance, sicurezza e compliance.