In questi ultimi mesi si fa un gran parlare di Agenti AI, se ne magnificano le potenzialità e il meraviglioso futuro prossimo venturo, in cui la metà del nostro tempo di lavoro sarà recuperato, per dedicarci finalmente al golf e ai dialoghi sui massimi sistemi. Per la verità è un entusiasmo che, per quanto riguarda l’impiego di agenti autonomi coordinati in architetture complesse, non vede ancora un vero sviluppo. Tuttavia, ci sono contesti in cui si parla con grande dimestichezza e passione di come gli agenti riescano a risolverci i mille problemi quotidiani, aiutandoci nel lavoro e aumentando la produttività.Se fosse davvero così, e se davvero in molti contesti, aziendali e della Pubblica Amministrazione, si stesse facendo ampio uso di questi agenti, allora gli effetti si vedrebbero eccome. Avremmo un visibile incremento della produttività, o almeno del numero di giocatori di golf. Non è così, e bisogna aggiungere “purtroppo”, o per altri versi, “per fortuna”.Non si tratta di essere scettici, perché sono del tutto evidenti le enormi possibilità che si stanno aprendo nell’utilizzo delle architetture agentiche, ma bisogna rendersi conto che il loro utilizzo comporta un ampliamento considerevole della superficie di rischio per le nostre organizzazioni, che va oltre quello che probabilmente si percepisce ad una analisi poco approfondita.Il “purtroppo”, nella frase iniziale, rivelerebbe una nota di rammarico, perché ancora non abbiamo iniziato a sfruttare questa grande opportunità di sviluppo, in gran parte ancora da esplorare; ma il “per fortuna” dovrebbe essere contestuale, perché non siamo ancora del tutto pronti per affrontare l’impresa. Ancora non abbiamo percepito fino in fondo i rischi, e ancora non abbiamo sviluppato dei modelli di progettazione adeguati, che possano mettere in relazione l’autonomia che si attribuisce agli agenti con le diverse dimensioni di rischio che ne derivano.Indice degli argomenti
Agenti AI, quali rischi crescono con il livello di autonomia - Agenda Digitale
I rischi degli Agenti AI aumentano insieme al livello di autonomia affidato ai sistemi. Dalle prime sperimentazioni nella PA e nelle imprese emerge la necessità di progettare controlli, responsabilità e supervisione umana prima di estendere l’impiego delle architetture agentiche






