Si scaldano i motori
Giovanni M. Jacobazzi
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Il Fatto Quotidiano “scalda” le rotative in vista delle elezioni del 2027. “Primi riscontri al pentito: trema la politica al Nord. Il collaboratore Amico sentito dieci volte dai magistrati. Ha fatto nomi di Lega e FdI. Attesa per l’informativa degli investigatori”, il titolo ieri in apertura di pagina. Il riferimento è ad “Hydra”, la maxi inchiesta della Procura di Milano che ha ricostruito l’esistenza di un sistema di relazioni tra criminalità organizzata, affari e politica nel Nord Italia e che rischia ora di condizionare la prossima campagna elettorale. Il primo banco di prova sarà proprio Milano, dove la corsa a Palazzo Marino pare si stia già intrecciando con le ombre che emergono dal processo “Hydra”.
Negli ultimi giorni, l’attenzione si è concentrata sulle dichiarazioni di Gioacchino Amico, considerato dagli investigatori una figura chiave del cosiddetto “Consorzio” mafioso lombardo e oggi collaboratore di giustizia. Secondo quanto riportato dal ben informato Fatto Quotidiano, Amico sarebbe stato ascoltato in numerosi interrogatori e avrebbe fornito indicazioni su rapporti e contatti che coinvolgerebbero esponenti politici di diversi livelli istituzionali, dai piccoli comuni dell’hinterland fino ai vertici regionali e nazionali. La questione, tuttavia, presenta aspetti che alimentano molti interrogativi. Un verbale delle dichiarazioni di Amico, depositato nei giorni scorsi dagli inquirenti, conta complessivamente 135 pagine, ma oltre 100 risultano omissate. Una circostanza che inevitabilmente apre il campo alle interpretazioni. La parte consultabile è limitata e non consente di comprendere pienamente il quadro delle accuse, i nomi eventualmente coinvolti o il grado di riscontro raggiunto dagli investigatori.






