Aperture sulle convocazioni "vietate" ai commissari Covid e Antimafia
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"Non vi dovete azzardare ad associare il mio nome a una ipotesi illecita, tutto è stato vagliato dalla magistratura, il commissario all'Emergenza Domenico Arcuri è stato massacrato ma è sempre stato archiviato e mai rinviato a giudizio", era il mantra dell'ex premier Giuseppe Conte. Cosa dirà oggi davanti a quella che sembra la più grande truffa della Storia della Repubblica italiana, con almeno tre fatture false emesse a società inesistenti in una commessa senza gara da 1,2 miliardi firmata da Arcuri?È un peccato che Conte faccia parte della commissione Covid (senza partecipare se non a poche sedute), davanti alla quale non potrebbe essere audito. Un escamotage che i presidenti di Camera e Senato potrebbero aver risolto, disinnescando un ostruzionismo messo in moto a inizio della legislatura e culminato con l'accusa di killeraggio politico al presidente Marco Lisei (Fdi) per alcuni interrogatori condotti fuori dalla commissione ma regolarmente autorizzati. "L'audizione di un parlamentare da parte di una commissione di inchiesta non risulta preclusa in via generale ed astratta - sottolineano fonti della presidenza di Camera e Senato - per cui la prassi vigente può essere stravolta, convocando le Giunte per il Regolamento". Conte ma anche Federico Cafiero de Raho e Roberto Scarpinato in Antimafia, tirati per la giacchetta per il caso Striano e il dossier mafia-appalti frettolosamente archiviato, possono sempre "dimettersi per il tempo necessario ad essere interrogati e rinominati a fine audizioni".














