Le rivelazioni dell'ex Invitalia alla Verità. "L'ex premier è in conflitto d'interessi"

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E ora per Giuseppe Conte sono guai. Non per la verità sul Covid che non vuole dire alla commissione di cui fa parte (che non può interrogarlo se non si dimette) ma per La Verità di ieri in edicola, che ha fatto candidamente ammettere all'ex commissario all'Emergenza Covid Domenico Arcuri una vicenda inquietante: "Ho visto l'ex premier il 18 giugno scorso, ci vediamo spesso e parliamo di tante cose", dice l'ex ad Invitalia tirato per la giacchetta dal Giornale e da altri quotidiani vicini al centrodestra (nel silenzio dei giornaloni mainstream...) nella vicenda delle mascherine cinesi farlocche pagate 1,2 miliardi eppure inutili se non dannose. "Come al solito Conte non parla in commissione ma altrove", è il ragionamento del capogruppo Fdi in Senato Lucio Malan.Parliamo del più grande affidamento diretto della storia della Repubblica, pieno di opacità che l'inchiesta della Procura di Roma nonostante indagini egregie ha fatto emergere ma non ha risolto: tre società cinesi con nomi sbagliati, nate pochi giorni prima o segnalate a Bankitalia per sospetto riciclaggio e consulenti milionari che conoscevano Arcuri e che si sono ingrassati con questa maxioperazione senza commettere reati secondo i magistrati.Arcuri dovrebbe spiegare il perché di queste scelte e quanto ne sapesse Conte: questo incontro segreto cambia tutto e rende il leader M5s di fatto "incompatibile con la sua presenza in commissione", ci dice una fonte parlamentare, anche perché è avvenuto il giorno dopo che lo stesso organismo bicamerale d'inchiesta (di cui Conte fa parte senza partecipare troppo spesso...) aveva deciso di sentire l'ex commissario all'Emergenza proprio su queste mascherine. Di cosa hanno parlato i due nessuno lo sa, sta di fatto che il giorno dopo l'incontro con Conte, Arcuri scrive al presidente della commissione Covid Marco Lisei dicendosi pronto a dire tutto. "Se non mi chiamano loro dirò tutto alla Verità", è il pizzino che Arcuri lancia all'ex premier. "Sono molti i punti oscuri della sua gestione e gli italiani hanno diritto a delle risposte", è la replica di Antonella Zedda, vicepresidente dei senatori Fdi. "Per Arcuri è obbligatorio venire in commissione per rendere testimonianza con gli effetti dell'articolo 372 del Codice penale (sotto giuramento, ndr), sappiamo che il testimone chiave del Covid è solito incontrarsi con il componente più controverso della commissione, con una coincidenza temporale che parla da sé - sottolinea Galeazzo Bignami, capogruppo Fdi alla Camera e componente della commissione Covid - Non serve Agata Christie per capire che tre coincidenze in questo caso fanno ben più di una prova". L'incontro tra commissario e audito "è uno schema già visto ed usato in Antimafia da Gioacchino Natoli e Roberto Scarpinato", sottolineano da Fratelli d'Italia, con testimone e commissario, protetto dalla sua immunità, a concordare le risposte. "Si rende ancora più evidente il conflitto di interesse in cui versa Conte, il quale siede in commissione non per far emergere la verità ma per infossare la verità sulla pandemia", è il ragionamento della capogruppo Fdi in commissione Covid.