Ecatombe di pesci morti nei fiumi francesi: il caldo estremo prosciuga la riserva del Val d'Allier e surriscalda la Loira a est di Nantes. La canicola e la mancanza di ossigeno uccidono migliaia di esemplari

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Un’ondata di caldo estremo sta decimando la fauna ittica nei fiumi francesi, trasformando le riserve naturali in cimiteri a cielo aperto. Presso la boire del Verdelet, un braccio morto separato dal corso principale del fiume Allier situato nel comune di Toulon-sur-Allier, il livello idrico è sceso a quote drammatiche. I gestori della riserva del Val d’Allier e i pescatori locali hanno lanciato l’allarme di fronte a uno scenario desolante: carpe e altri pesci galleggiano ormai privi di vita sul fango disseccato, mentre gli esemplari scampati alla morte immediata diventano facile preda di volpi e tassi. Sebbene l’evaporazione causata dalla canicola sia la prima indiziata, le autorità competenti hanno avviato un’indagine ufficiale per verificare se vi siano altre concause oltre al cambiamento climatico.

La trappola termica della boire Torse

La situazione è altrettanto critica spostandosi più a ovest, lungo il bacino della Loira. Tra le località di Loireauxence (in particolare nella frazione di Varades) e Montrelais, nei pressi di Ancenis-Saint-Géréon a est di Nantes, la boire Torse si è trasformata in una vera e propria trappola termica. Le boires, ovvero gli antichi alvei fluviali abbandonati, vengono invase dalle acque solo durante le piene invernali.