Pubblicato il: 26/06/2026 – 10:55

COSENZA C’è una storia che merita di essere raccontata, perché dice molto su come il diritto possa — e debba — funzionare quando si intrecciano protezione dei vulnerabili, garantismo penale e sindacato giurisdizionale sull’azione amministrativa. Protagonista è G.B.D., cittadino straniero e padre di tre figli minori: inserito, con il suo nucleo familiare, nel programma SAI (Sistema di Accoglienza e Integrazione) in un comune del Cosentino. Un arresto in flagranza ed un successivo rinvio a giudizio per direttissima, dava il via al sindaco, con decreto del 19 marzo 2026, per la revoca della misura di accoglienza. Il giudizio penale, condotto con le difese degli avvocati Paolo Anselmo e Giuseppe Stabile, si è concluso con una piena assoluzione dall’accusa di maltrattamenti «perché il fatto non sussiste» e con una dichiarazione di non doversi procedere per le lesioni personali. Dinanzi alla mancata risposta del comune, i legali hanno posto la questione all’attenzione del Tar Calabria, sezione seconda, che con l’ordinanza del 17 giugno 2026 ha accolto la domanda cautelare e sospeso l’esecuzione dei provvedimenti impugnati. Domande proposte ed accolte a seguito del ricorso degli avvocati Dario Sammarro e Fabiana Bruno.