Tra le vittime anche un italo-venezuelano. Due scosse di magnitudo 7.2 e 7.5 devastano La Guaira e Caracas nel peggior sisma degli ultimi 120 anniTra le vittime anche un italo-venezuelano. Due scosse di magnitudo 7.2 e 7.5 devastano La Guaira e Caracas nel peggior sisma degli ultimi 120 anniSarebbero almeno 235 i morti accertati e oltre 50 mila i dispersi dopo i due potenti terremoti — di magnitudo 7.2 e 7.5 — che mercoledì 24 giugno hanno sconvolto il Venezuela, colpendo con violenza inaudita lo Stato costiero di La Guaira e la capitale Caracas. Lo ha annunciato il ministro della Salute Carlos Alvarado in una conferenza televisiva d'emergenza: "Purtroppo abbiamo registrato 235 pazienti privi di segni vitali o deceduti dopo l'arrivo presso le nostre strutture sanitarie". Si tratta del sisma più devastante che il Paese abbia vissuto negli ultimi 120 anni.Le vittime straniereTra i 235 morti figurano anche diversi cittadini stranieri. La Farnesina ha confermato il decesso di un uomo sulla cinquantina, nato a Caracas e in possesso sia della cittadinanza italiana che di quella venezuelana, rimasto ucciso nel crollo di un edificio nella zona di La Guaira. Si stima che in Venezuela risiedano circa 170.000 titolari di passaporto italiano. Il ministero degli Esteri brasiliano ha reso noto che due propri connazionali - un uomo e una donna - hanno perso la vita nel disastro e che il governo sta fornendo assistenza consolare ai loro familiari. Nel pomeriggio di giovedì 25 giugno, l'ambasciata cinese a Caracas ha confermato tramite il proprio account WeChat la morte di due cittadini cinesi, esortando i propri connazionali ancora in Venezuela a "prendere precauzioni contro i disastri secondari causati dalle scosse di assestamento".La risposta del governoFeriti, spaventati e, in molti casi, diventati orfani in pochi secondi. Sono i bambini che in queste ore affollano gli ospedali venezuelani. La presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodríguez, ha visitato personalmente La Guaira, accompagnata dal ministro dell'Interno Diosdado Cabello e dal presidente dell'Assemblea nazionale Jorge Rodríguez. A Macuto ha dichiarato che l'obiettivo del governo è "recuperare il maggior numero possibile di persone vive" dalle macerie. Dopo un incontro con lo stato maggiore dell'esercito, sono stati dispiegati nell'area forze di sicurezza e mezzi pesanti per la rimozione dei detriti, e sono state aperte vie di comunicazione prioritarie per garantire la fornitura di acqua, cibo, coperte e materassi alla popolazione sfollata. Il governo ha confermato di aver richiesto assistenza internazionale.Gli aiutiSul fronte internazionale, gli Stati Uniti hanno annunciato il dispiegamento di due navi da guerra, oltre ad aerei da trasporto ed elicotteri, per fornire supporto logistico alle operazioni di soccorso. Lo Us Southern Command ha precisato che "queste forze forniranno servizi di mobilità specializzati e supporto al personale del governo americano e alle squadre di ricerca e soccorso". Si tratta di un gesto di rilievo diplomatico, in considerazione delle tensioni che storicamente caratterizzano i rapporti tra Washington e Caracas.L'appello di AmnestyAmnesty International ha lanciato un allarme urgente sulla situazione. La segretaria generale Agnès Callamard ha avvertito che il sisma rischia di "aggravare ulteriormente una crisi dei diritti umani e un'emergenza umanitaria già gravi e prolungate, di cui il popolo venezuelano soffre da oltre un decennio", sottolineando come il sistema sanitario del Paese sia stato "decimato". L'organizzazione denuncia la carenza di informazioni ufficiali e chiede al governo di diffondere dati attendibili sui dispersi e sulle vittime, di rimuovere la censura sulla stampa e sui social media, e di abrogare la legge contro le organizzazioni non governative per consentire soccorsi rapidi e senza ostacoli. Amnesty ha chiesto inoltre l'accesso immediato alle prigioni per verificare le condizioni dei detenuti e ha fatto appello agli Stati esteri perché mobilitino risorse su larga scala in cooperazione con la società civile locale.La mobilitazione degli influencerLa tragedia ha scosso anche il mondo dei social media e dello spettacolo. Il cantautore argentino-venezuelano Ricardo Montaner è stato tra i primi a intervenire, definendo la situazione "urgente e importante". Anche l'attrice Catherine Fulop, la youtuber e attrice Lele Pons, i cantanti J Balvin, Carlos Baute e Danny Ocean hanno lanciato appelli e raccolte fondi attraverso i loro canali social, invitando i follower a donare beni di prima necessità agli sfollati. Sul piano istituzionale, la Banca di Sviluppo dell'America Latina e dei Caraibi (Caf) ha stanziato 300.000 dollari per le operazioni di emergenza e di assistenza umanitaria nelle aree colpite.Tag LEGGI ANCHE L'E COMMUNITYEntra nella nostra community Whatsapp