Tunnel più lunghi del previsto: da 4 a 7,9 chilometri. Talpa «sul percorso critico». Nuova tabella di marcia. A Farnesina si arriverà tra più di 10 anni
a
Ci vorranno un anno e quattro mesi in più di lavori prima di uscire dal «tunnel» del cantiere della metro C. L’ultimazione delle tratte T1 e T2 della terza linea della metropolitana romana slitterà, infatti, di 16 mesi. Il fine-lavori nel cronoprogramma iniziale era indicato per il giugno del 2035, invece l’opera per la realizzazione delle stazioni della tratta T1 (Auditorium e Farnesina) e della T2 oltre Piazza Venezia (stazioni Chiesa Nuova, Piazza Pia/Castel Sant’Angelo, Ottaviano e Clodio/Mazzini) non sarà conclusa prima dell’ottobre del 2036.
Questo "metro" di paragone tra i due calendari è stato ufficializzato ieri dalla Corte dei conti, che per quanto riguarda la T2 prende atto «della sua avvenuta unificazione con la tratta T1 e del nuovo cronoprogramma unitario», slittato appunto di 480 giorni.
I magistrati contabili del Collegio del Controllo concomitante hanno infatti sentito la commissaria straordinaria per la realizzazione della metro C, l’architetto Maria Lucia Conti, e dall’audizione è emerso che questa «maggior durata complessiva dell’intervento (ultimazione lavori da giugno 2035 a ottobre 2036)» è dovuta al quasi raddoppio delle gallerie previste. La commissaria Conti, infatti, ha chiarito che lo slittamento «scaturisce dall’allungamento da 4 a 7,9 km delle gallerie di linea, la cui realizzazione con TBM (la «Tunnel Boring Machine», ossia la maxi-talpa della fresa meccanica che scava a piena sezione, ndr) è ubicata «sul percorso critico dell’opera», per questo le tempistiche - ha concluso la commissaria - non possono essere contratte oltre certi limiti tecnici, «dettati anche dal particolare contesto operativo».







