Google sta riscrivendo le regole economiche del Play Store in modo radicale, introducendo una delle trasformazioni più profonde dalla nascita dello store Android nel 2008.
La decisione arriva dopo anni di contenziosi antitrust, culminati nella disputa con Epic Games e nelle pressioni crescenti delle autorità di regolamentazione globali.
Il vecchio sistema basato su una commissione unica del 30% lascia spazio a una struttura molto più articolata, che separa il costo della distribuzione da quello della gestione dei pagamenti. Per sviluppatori, publisher e aziende cambia concretamente il modo di monetizzare le app e di integrare i sistemi di acquisto.
Come cambiano le commissioni del Play Store
Il punto centrale della riforma è la fine della commissione fissa sugli acquisti tramite Google Play. Al suo posto arriva un modello disaccoppiato: il costo dello store e quello del sistema di pagamento vengono calcolati separatamente. Gli sviluppatori possono scegliere se continuare a usare Google Play Billing, adottare un sistema di pagamento alternativo oppure rimandare direttamente al proprio sito.











