ShippingDal Rapporto Bankitalia sull’economia della Sicilia 2025 emerge il peso di un comparto con oltre 7 mila addetti. Acquisti e clienti, però, restano soprattutto oltre lo Strettodi Nino Amadore26 giugno 2026I punti chiaveLo studio sui flussi tra impreseUn peso economico superiore a quello occupazionaleIl valore c’è, ma la filiera resta esternaTra energia, ro-ro e nuove opportunitàNon è soltanto una questione di porti, tonnellate movimentate o traffico di navi. La Sicilia possiede una delle più rilevanti economie marittime del Paese: 275 imprese dello shipping, oltre 7 mila addetti e circa 900 milioni di euro di valore aggiunto l’anno. Ma la ricostruzione della filiera realizzata dai ricercatori di Bankitalia mostra il limite strutturale del comparto: quasi l’80 per cento degli acquisti e oltre il 70 per cento del fatturato si concentra fuori regione. Il mare crea ricchezza, ma l’Isola non riesce ancora a trattenere una quota sufficiente di fornitori, servizi e attività ad alto valore aggiunto.Domande di approfondimento generate da 24Ore AIÈ la fotografia contenuta nel Rapporto annuale della Banca d’Italia sull’economia della Sicilia nel 2025, presentato a Palermo dalla direttrice della sede palermitana dell’istituto, Milena Caldarella. Il dossier dedica un approfondimento specifico alla filiera marittima, andando oltre la tradizionale lettura dei traffici portuali.Lo studio sui flussi tra impreseLa novità dell’analisi è nel metodo. Bankitalia ha integrato i dati di Infocamere, INPS, Cerved e Autorità di sistema portuale con quelli relativi alle transazioni business to business e alla fatturazione elettronica. In questo modo ha potuto misurare non soltanto le imprese direttamente impegnate nei porti e nella navigazione, ma anche i rapporti commerciali diretti e indiretti con clienti e fornitori.Nel perimetro dello shipping rientrano le Autorità di sistema portuale, il trasporto marittimo e costiero di merci e passeggeri, i servizi connessi al trasporto, la movimentazione di merci, gli spedizionieri, le agenzie doganali e le imprese autorizzate a operare nelle aree portuali. Una galassia che mette insieme armatori, terminal, logistica, servizi e intermediazione.Tra il 2019 e il 2023, le società di capitali siciliane attive nel comparto erano in media 275, il 9 per cento del totale nazionale. Occupavano oltre 7 mila dipendenti e generavano circa 900 milioni di valore aggiunto annuo: quasi il 15 per cento dell’occupazione italiana dello shipping e poco meno del 20 per cento della ricchezza prodotta dal settore nel Paese.