Sbiadite, cancellate e del tutto assenti. Le strisce pedonali in città restano spesso un optional: un rischio in più per la sicurezza dei pedoni, principali vittime degli incidenti stradali. A soffrire maggiormente sono le strade secondarie, 800 chilometri sui 1.200 complessivi in città.
La competenza è delle dieci Municipalità che scontano budget ridotti e mancanza di personale. La manutenzione è perciò carente e i percorsi pedonali non vengono ridipinti. Va meglio negli assi primari di competenza diretta del Comune, che sta investendo molto sugli attraversamenti pedonali rialzati.
I primi mesi dell’anno, però, hanno visto meno interventi sulle strisce per il passaggio di competenza da Anm a Napoli Servizi che non aveva macchinari e materiali per intervenire. La mappa dei passaggi zebrati poco visibili passa comunque per più strade principali e in punti molto battuti dai pedoni, tra piazza Vittoria e la Riviera di Chiaia, nei pressi del Museo archeologico nazionale, in via Toledo poco prima di piazza Carità, tra piazza Carlo III e corso Garibaldi. L’elenco è lungo e riguarda tutti i quartieri, da Fuorigrotta al Vomero, alle periferie. A soffrire è anche la segnaletica orizzontale: sul lungomare e in viale Dohrn sono sbiaditi i rallentatori ottici per invitare gli automobilisti a ridurre la velocità nei pressi degli attraversamenti rialzati.









