"La musica non è finita, ma forse è ferita. Questo libro è una provocazione, ma soprattutto un atto d’amore". Gino Castaldo, firma del giornalismo musicale italiano, sarà oggi alle 21.15 al Pincio, nella rassegna Fuori Passaggi Music & Social, per presentare La musica è finita. Appunti per una rivoluzione, edito da HarperCollins, in dialogo con Luca Valentini, critico musicale e dj.

Castaldo, da che cosa nasce questo atto d’amore?

"Da una sofferenza, dal disagio nel percepire un impoverimento progressivo. Oggi è difficile trovare musiche che possano rappresentare quello che siamo e sentiamo. E se il presente è povero, si finisce per cercare nel passato".

Questo vale soprattutto per gli adulti?

"Non del tutto. Parlo spesso con i ragazzi e molti seguono anche cose vecchie. Non è sbagliato: è come studiare Picasso. Il problema è che la contemporaneità è debole e c’è un sistema che tende ad abbassare il livello".