"Se sali di nuovo in sezione ti scanno". Una frase minacciosa che un detenuto del carcere di Ascoli ha urlato contro un agente di polizia penitenziaria colpendolo con un calcio nelle parti intime. Un fatto avvenuto il 24 novembre 2023 all’interno della casa circondariale di Marino dove l’uomo, un calabrese di 29 anni, all’epoca era detenuto, prima di essere stato trasferito in altro istituto penitenziario. Quel giorno gli agenti in servizio lo avvicinarono per contestargli un rapporto disciplinare. La reazione fu però violenta. L’uomo minacciò l’agente e lo colpì con un calcio ai testicoli, procurandogli lesioni che richiesero le cure mediche presso il pronto soccorso dell’ospedale di Ascoli.

Per questo episodio il 29enne calabrese, difeso dalle avvocatesse Elisa Gatto e Francesca Buonopane, è finito sotto processo per rispondere di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali Il dibattimento è terminato nei giorni scorsi; previa concessione delle attenuanti generiche equivalenti alle aggravanti contestate, per l’accusa di lesioni il tribunale di Ascoli lo ha condannato alla pena di 9 mesi di reclusione, sostituita con la multa di 2.700 euro.

Il reato di resistenza a pubblico ufficiale è stato derubricato in quello di minaccia aggravata, reato procedibile solo a seguito di querela di parte: poiché l’agente a suo tempo non ha sporto denuncia (era d’ufficio), per questa accusa il giudice ha emesso una sentenza di non luogo a procedere.