Si è trattato di frasi ingiuriose, ma nulla che abbia a che fare con le minacce e gli avvertimenti. Accolta la richiesta del difensore per il detenuto catanzarese, coinvolto nelle inchieste molo 13 e Kleopatra
Nessun avvertimento, nessuna intimidazione ad un agente della Polizia penitenziaria, nessun ricatto. Il giudice del Tribunale monocratico di Catanzaro ha assolto Francesco Galati, 49enne, di Catanzaro, dall’accusa di violenza o minaccia ad un pubblico ufficiale con formula ampia “perché il fatto non sussiste, come richiesto dall’avvocato difensore Vincenzo Cicino. Crolla l’impianto accusatorio nei confronti del detenuto, convolto nelle inchieste Molo 13 e Kleopatra, secondo cui all’interno della casa circondariale Ugo Caridi avrebbe costretto un poliziotto ad omettere un atto dell’ufficio usando la forza nel chiedergli di poter usufruire del locale docce. L’agente, vedendolo ancora vestito gli avrebbe detto che sarebbe passato dopo aver terminato l’apertura ad altri distretti e Galati, secondo le accuse, con fare minaccioso gli avrebbe risposto: “ti suono ogni 10 minuti, così va vanti e indietro … figlio di puttana, bastardo, pisciaturo”.
Nessuna minaccia, per lo più frasi ingiuriose









