Il caso. 26 giugno 2026 alle 01:26

Sin dall'apertura, avvenuta il 20 gennaio del 2020, il Cpr di Macomer è stato sempre al centro di un acceso dibattito politico, pubblico e istituzionale. La struttura, da sempre, soprattutto per molte organizzazioni umanitarie, ma anche per esponenti di partiti politici che periodicamente vi fanno visita, presenta gravi criticità, unite a enormi dubbi sulla tutela dei diritti fondamentali delle cinquanta persone che vi sono trattenute.

Tante le rivolte, le proteste, spesso sfociate in incendi e azioni di autolesionismo, hanno in questi anni caratterizzato la vita del Cpr. Anche se la situazione appare sotto controllo, grazie soprattutto all'azione svolta dalle forze dell'ordine, il problema viene a galla ogni qualvolta dietro quel recinto (dove sorgeva l'ex carcere) scoppiano rivolte e situazioni di di intolleranza. Una situazione a cui la cittadina sembra aver fatto l’abitudine, ma non sembra sfuggire alle organizzazioni umanitarie e soprattutto al movimento che opera a Macomer, Assemblea No Cpr, che denuncia condizioni di scarsa assistenza medica, l'abuso i psicofarmaci, episodi di autolesionismo e condizioni igienico-sanitarie inadeguate. I tempi di permanenza possono raggiungere i 18 mesi.