Lo staff del negozio di alimentari la Baita che dopo 46 anni chiude i battenti e spegne una luce nella Ruga Alfio Maggiani di MarinaRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciCarrara, 26 giugno 2026 – Oggi alla Baita si piange. Allo storico alimentari di Marina le signore si avvicendano per fare la spesa e dire tutte quanto dispiacere fa quella lettera sulla vetrina. C’è scritto che da domani questo negozio chiuderà i battenti per sempre. “È difficile lasciare tutto, ma abbiamo lavorato tanto, ora è il momento di riposare” dice Cinzia Andreani, e strappa un foglio dal rotolo di Scottex, si asciuga gli occhi. Nel bugigattolo dei conti anche il marito Franco Malatesta è visibilmente emozionato. Rimane nascosto. Parla lei. Hanno aperto insieme, 46 anni fa. Lei aveva 17 anni, figlia di gente che faceva i mercati alimentari, lui lavorava all’Arsenale “poi mio padre l’aveva fatto innamorare di questo lavoro”. Si sono sposati che già lavoravano insieme, poi lei veniva in negozio anche con il pancione, hanno avuto una figlia che oggi ha 42 anni e lavora a Telethon, ed è cresciuta qui dentro.

Il ringraziamento ai clienti e allo staff

“Vogliamo ringraziare tutti i clienti perché se Veronica si è potuta laureare in Scienze politiche e relazioni internazionali, lo dobbiamo solo a loro. Sono la colonna portante del negozio. Ce li porteremo tutti nel cuore”. E come la festa di laurea che si era svolta qui, domani ci sarà una piccola festa di addio. Cinzia e Franco hanno sempre lavorato fianco a fianco, sempre insieme. “Certo a volte sarebbe meglio non lavorare insieme, perché i problemi te li porti a casa, ma va bene così, fa parte del gioco”, dice ancora lei. Vogliono anche ringraziare tutto lo staff, le quattro commesse e tutte le altre che si sono avvicendate “loro sono come il trattore di questo posto, e speriamo di non dimenticarcene nessuna”: Franca, Franchina, Roberta sorella di Cinzia, Sara, Katia, Giulia e Ilaria. Si fanno fotografare: “Lui è sempre attorniato dalle donne” dice una cliente.