La Cassazione ha rigettato i ricorsi per la strage avvenuta nel 2009 in cui morirono 32 persone. Per tutti l'accusa è «disastro ferroviario colposo», mentre l'ex manager è accusato anche di «incendio»

La Cassazione ha confermato le condanne inflitte nel processo d’appello ter per la strage ferroviaria di Viareggio del 29 giugno 2009, in cui morirono 32 persone e oltre cento rimasero ferite a seguito del deragliamento e della successione esplosione di un convoglio merci carico di Gpl. Con la decisione dei giudici della Suprema Corte diventa definitiva anche la condanna a cinque anni di reclusione per l’ex amministratore delegato di Ferrovie dello Stato e Rfi Mauro Moretti, 72 anni, che andrà in carcere. Passate in giudicato altre 10 posizioni. Per tutti l’accusa è «disastro ferroviario colposo» e per Moretti c’è anche l’accusa di «incendio».

La reazione della difesa dell’ex manager

Per il difensore dell’ex manager si tratta di una sentenza «profondamente ingiusta», ha commentato l’avvocata Ambra Giovene, aggiungendo che è «ingiusto per le persone che vengono travolte da questo esito, per alcuna delle quali significa aprire le porte del carcere per un reato colposo, che sicuramente è un fatto gravissimo: ci furono 32 morti e centinaia di feriti. Un reato per il quale l’ingegnere Moretti non è colpevole. Non lo dico io, che sono il suo avvocato, ma le carte». È presumibile che il legale, appena sarà possibile, presenterà un’istanza per ottenere gli arresti domiciliari.