Pubblicato il: 25/06/2026 – 21:03

ROMA La Cassazione ha confermato le condanne inflitte nel processo d’appello ter per la strage ferroviaria di Viareggio, il disastro del 29 giugno 2009 in cui morirono 32 persone e oltre cento rimasero ferite a seguito del deragliamento e della successiva esplosione di un convoglio merci carico di Gpl. Con la decisione della Suprema Corte diventa definitiva anche la condanna a cinque anni di reclusione per l’ex amministratore delegato di Ferrovie dello Stato e Rfi Mauro Moretti, 72 anni, che andrà in carcere. Passate in giudicato altre 10 posizioni. Per tutti l’accusa è disastro ferroviario colposo e per Moretti c’è anche l’accusa di incendio.

L’ira dei difensori

“Sono indignata da questa sentenza perché profondamente ingiusta”, commenta il difensore dell’ex manager, l’avvocata Ambra Giovene, aggiungendo che è “ingiusto per le persone che vengono travolte da questo esito, per alcuna delle quali significa aprire le porte del carcere per un reato colposo, che sicuramente è un fatto gravissimo: ci furono 32 morti e centinaia di feriti. Un reato per il quale l’ingegnere Moretti non è colpevole. Non lo dico io, che sono il suo avvocato, ma le carte”. É presumibile che il legale, appena sarà possibile, presenterà un’istanza per ottenere gli arresti domiciliari. I giudici della quarta sezione penale hanno sostanzialmente accolto la richiesta della Procura generale, che aveva sollecitato il rigetto di tutti i ricorsi presentati dagli imputati e la conferma integrale delle pene stabilite nel giudizio di appello ter celebrato a Firenze.