Le condanne per la strage ferroviaria di Viareggio ora sono definitive. La Cassazione ha accolto le richieste della procura generale, rigettando i ricorsi presentati dagli imputati contro la sentenza d’appello ter che aveva confermato, tra gli altri, la condanna a 5 anni di reclusione per Mauro Moretti, ex amministratore delegato di Ferrovie dello Stato e Rete Ferroviaria Italiana. Ora il manager, oggi 72enne, dovrà costituirsi in carcere. Poi, vista la sua età, potrà chiedere di scontare la pena ai domiciliari.
Confermate inoltre le condanne anche per altri 10 imputati, tra ex dirigenti e tecnici delle società coinvolte nella gestione e manutenzione del convoglio deragliato. Tra questi figura Michele Mario Elia, già amministratore delegato di Rfi, condannato a 4 anni, 2 mesi e 20 giorni di reclusione. Il processo di appello ter era nato da una decisione della Corte di Cassazione che nel gennaio 2024 aveva confermato la responsabilità penale degli imputati, ma imposto un nuovo giudizio d’appello limitatamente alla quantificazione delle pene.
Il nodo centrale era la corretta applicazione delle attenuanti generiche: nella sentenza del 2022 erano state concesse nella misura minima di un nono, mentre le difese chiedevano una riduzione massima, pari a un terzo della pena. La Corte di Appello fiorentina aveva respinto le richieste degli imputati confermando la precedente quantificazione.










