Lacchiarella. Reintegro dei licenziati e annullamento dei dieci giorni di sospensione comminati ad alcuni magazzinieri. Le sentenze di due giudici del lavoro, dei tribunali di Lodi e Milano, hanno sancito l’illegittimità dei provvedimenti presi un anno fa da Dhl supply chain nei confronti di nove dipendenti della società per un presunto furto di birre nel magazzino di Lacchiarella, nel frattempo chiuso dal colosso della logistica. Il responsabile del sito aveva concordato con uno dei clienti, Bavaria, di far svolgere ad alcuni magazzinieri nella giornata di sabato 17 maggio 2025 un turno di lavoro straordinario per smaltire parte di un arretrato (la sistemazione di un grosso numero di bancali). Lo stesso responsabile aveva concordato con Bavaria un piccolo premio per chi era stato chiamato al lavoro, nello specifico la possibilità di ritirare una decina di bottiglie di birra a testa, tra l’altro non più vendibili perché prossime alla scadenza. La scena è stata ripresa dalla telecamere interne e l’8 luglio Dhl ha fatto partire le lettere di contestazione con l’accusa di furto, accompagnata da una sospensione preventiva. Nonostante la spiegazione fornita dagli interessati, Dhl supply chain ha proceduto con la notifica dei provvedimenti, firmati dal presidente Antonio Lombardo e dal direttore del personale Gianluca Rossi, pur essendo di fatto caduta l’accusa di furto: per i cinque magazzinieri è scattata solo la sospensione per dieci giorni, mentre per gli altri quattro - il manager del sito e tre responsabili di reparto - la motivazione addotta per il licenziamento è stata un’altra, e cioè il venir meno del rapporto di fiducia. I nove interessati hanno impugnato i provvedimenti tramite avvocati di fiducia o con il supporto legale del sindacato Usb, contestando anzitutto l’accusa di furto («le birre erano un regalo del cliente del deposito, un piccolo premio aggiuntivo per un lavoro straordinario»), cosa peraltro confermata in sede di giudizio dalla stessa Bavaria che ha ribadito come si trattasse di un omaggio ai magazzinieri, concordato con il manager del sito. I tribunali di Milano e di Lodi hanno dato ragione ai ricorrenti (resta in decisione solo il caso di uno dei responsabili di reparto). Oltre a questo Usb aveva accusato Dhl di aver deciso fin dal 2023 - anno del trasferimento di parte del personale da Corteolona dopo la chiusura - che il magazzino di Lacchiarella avrebbe avuto vita breve, portando come prova il contratto di affitto (per un solo anno), il fatto che alcune strutture per i bancali, acquistate, non erano mai state montate, e l’addio di tre dei quattro clienti del magazzino (Forst, D’aucy, Antalis) a seguito della richiesta di Dhl di un sensibile aumento per i servizi forniti. Nel frattempo anche la stessa Swinkels-Bavaria, che era rimasto l’ultimo cliente del polo logistico dove lavoravano una trentina di addetti, ha lasciato Lacchiarella con conseguente chiusura del magazzino. Per Usb gli stessi licenziamenti erano funzionali alla decisione di cessare l’attività del magazzino, con i dipendenti spostati nei poli di Borgo San Giovanni e Massalengo.
Lacchiarella, Dhl perde sul «caso birre»: cancellati licenziamenti e sanzioni contro nove ex dipendenti
Accusati di aver rubato confezioni, ma erano omaggi di un cliente della logistica






