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Nell’ultimo anno l’autorità nazionale anticorruzione (Anac) ha continuato a tenere d’occhio ogni singolo appalto di ospedali e aziende sanitarie per controllare le assunzioni dei gettonisti, i medici e gli infermieri forniti da cooperative o agenzie private, pagati a ore. La conclusione del report, diffuso martedì dall’Anac, ha confermato quello che il Post aveva ricostruito a maggio in un’inchiesta che aveva analizzato allo stesso modo tutti i contratti delle aziende sanitarie italiane: il divieto di assumere gettonisti, introdotto il 31 luglio del 2025, non ha funzionato.
I dati dell’Anac dicono che tra il 2024 e il 2025 le aziende sanitarie hanno fatto contratti ai gettonisti per oltre un miliardo di euro, con un aumento della spesa del 15 per cento tra il 2024 e il 2025. Sono aumentati soprattutto i contratti dei medici – di molto: del 62 per cento – mentre per gli infermieri c’è stata una diminuzione.
Tutto è successo anche se il governo è intervenuto più volte, prima per limitare e poi per vietare questi contratti. Nel 2023 aveva approvato un decreto che consentiva di assumere gettonisti solo in caso di necessità e urgenza, una sola volta e senza proroghe. Nell’ottobre del 2024 il ministero della Salute aveva pubblicato alcune linee guida che chiedevano di escludere contratti più lunghi di 12 mesi. Infine nel 2025 sempre il governo aveva introdotto il divieto totale di firmare nuovi contratti, che però poche aziende rispettano.







