Il comparto vivaistico toscano rappresenta storicamente il cuore pulsante del settore a livello europeo, grazie a una tradizione nata nel Distretto di Pistoia a metà dell'Ottocento. Attualmente, la Toscana detiene circa il 40% della produzione vivaistica italiana, confermandosi la prima regione del Paese per valore di mercato e specializzazione. Con un tessuto produttivo che conta circa 1.500 aziende specializzate, oltre 3.500 ettari coltivati e una forte proiezione internazionale verso più di 60 Paesi, questo ecosistema non genera soltanto ricchezza e occupazione qualificata, ma garantisce anche un presidio fondamentale per la tutela del suolo e la valorizzazione del paesaggio. Come viene spiegato dai vertici regionali, il Distretto rurale vivaistico ornamentale di Pistoia attualmente è riconosciuto dalla Regione nel 2006 ex l.r. 21/2004 e riconfermato nel 2019. La legge regionale 23 luglio 2014, n. 41 interviene a sostegno dell’attività vivaistica al fine di valorizzarne la funzione economica, sociale e ambientale. E oggi arriva un’importante novità
La Regione Toscana e l’Associazione vivaisti italiani (Avi) hanno ufficialmente siglato il protocollo d'intesa denominato "Piante di Toscana", sottoscritto dal governatore Eugenio Giani e dal presidente di Avi Vannino Vannucci. Questo atteso accordo, nato da un coordinamento trasversale tra diversi assessorati e settori regionali, punta a consolidare e strutturare il vivaismo come un elemento cardine e identitario del territorio. L’obiettivo principale dell’intesa è quello di promuovere in modo integrato i valori di qualità, origine e sostenibilità, conferendo finalmente a questa filiera la medesima dignità istituzionale ed economica già riservata storicamente ad altre eccellenze agroalimentari toscane, quali l'olio e il vino.









