Ha confessato Jawhar Kadir, il 19enne arrestato per l’omicidio di Roberto Guerrino ucciso la sera del 12 giugno in via Oxilia a Milano. Il ragazzo ha detto di aver accettato un incontro intimo con l’interprete “per la mia situazione economica”, ma di averci ripensato e di averlo colpito: “Non mi ero accorto fosse morto”.
Roberto Guerrino
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"Gli ho tirato un po' di pugni, l'ho colpito con la statuetta quando era sdraiato e cosciente. Non mi sono accorto che era morto, non era mia intenzione". È la confessione di Jawhar Kadir, il 19enne accusato di aver ucciso Roberto Guerrino la sera dello scorso 12 giugno. Interrogato dalla giudice per le indagini preliminari Sonia Mancini, il ragazzo ha ammesso "il fatto", sostenendo che non fosse "volontario". I due sarebbero entrati in contatto attraverso una bacheca d'annunci per incontri e l'interprete 60enne avrebbe invitato Kadir a casa sua, in via Nino Oxilia a Milano. Durante le fasi d'approccio, però, il 19enne ci avrebbe ripensato, arrivando a picchiare Guerrino fino a ucciderlo e poi rapinarlo. I carabinieri lo hanno fermato la sera del 22 giugno alla stazione ferroviaria di Melzo, dove avrebbe dovuto prendere un treno per far perdere le proprie tracce.










