Fermato a Melzo il ragazzo di 19 anni per l'omicidio di Roberto Guerrino, confessa davanti al pm
Un ragazzo di 19 anni di origini marocchine, Jahwar Kadir, ha confessato l’omicidio dell'interprete Roberto Pietro Guerrino, nella sua abitazione in via Oxilia a Milano la sera del 12 giugno 2026. Stando a quanto ha raccontato nell'interrogatorio di convalida del fermo, davanti alla gip Sonia Mancini, si era recato a casa dell'uomo dopo aver concordato un rapporto sessuale a pagamento su una bacheca di incontri online.
Durante l'approccio, però, il ragazzo non ha voluto continuare e ha cominciato a picchiarlo colpendolo fra l'altro con una statuetta di Buddha fino a ucciderlo. “Avevo bisogno di soldi” avrebbe detto agli inquirenti. Poi, ha preso tutti i suoi dispositivi elettronici, fra cui due telefonini e l'ipad, ed è scappato, con un amico diciassettenne, ora indagato, che lo attendeva fuori dal palazzo. Le telecamere della zona riprendono due giovani avvicinarsi al palazzo e poi entrare, come si evince nel video in allegato.
La fuga in Sicilia, poi di nuovo a Melzo
Kadir è stato bloccato dai carabinieri mentre, carico di bagagli, stava per prendere un treno alla stazione di Melzo. Nei giorni scorsi, era stato individuato a Patti, in Sicilia, mentre dormiva in auto: aveva, dunque, già cercato di allontanarsi. Rientrato a Melzo, aveva chiesto soldi dagli amici, per recarsi in montagna nella bergamasca, diceva. Quando è stato fermato, era con lui la sua ragazza, a cui aveva donato il pc prelevato alla vittima.










