Roma, 25 giu. (askanews) – Torna la secolare Festa dei Gigli di Nola, patrimonio dell’umanità Unesco. E’ in programma per il prossimo 28 giugno 2026, l’atteso appuntamento con la domenica della ballata degli 8 obelischi di legno e cartapesta che sono alti 25 metri e che, insieme con una costruzione a forma di barca, danzano sulle spalle di una squadra di 120 persone compiendo spettacolari evoluzioni che richiamano decine di migliaia di visitatori.
Dalle piazze del centro storico le altissime guglie raggiungeranno, a ritmo di musica e a passo di danza, una piazza Duomo gremita di persone e dopo essere stati allineati tutti intorno il suo perimetro riceveranno la benedizione del vescovo di Nola Francesco Marino mentre la statua di San Paolino viene portata a spalla dai fedeli che si aprono un varco tra la folla.
Sul balcone del municipio di piazza Duomo il sindaco Andrea Ruggiero riceve gli ospiti istituzionali che non rinunciano ad assistere ad una delle manifestazioni popolari più note nel panorama internazionale.
Diventati simboli sacri, nel pomeriggio i Gigli sono pronti a sfilare in processione negli stretti vicoletti medievali di Nola lungo un percorso e secondo un ordine stabilito dalla tradizione: Ortolano, Salumiere, Bettoliere, Panettiere, Barca, Beccaio, Calzolaio, Fabbro, Sarto. Iscritta nella lista rappresentativa dei beni culturali immateriali Unesco, la festa dei Gigli, che si celebra ogni anno a giugno, è dedicata a San Paolino, padre della Chiesa e patrono in secondaria della Campania. Tra fede, storia e leggenda, la Festa dei Gigli, come racconta Papa Gregorio, è l’omaggio del popolo nolano al santo vescovo di Nola: donò i suoi averi e sé stesso ai Visigoti in cambio della liberazione dei nolani resi schiavi a seguito delle invasioni di Alarico I del 410. La leggenda vuole che nel 431 la comunità accolse il vescovo Paolino al suo rientro a bordo di una imbarcazione, con dei candidi gigli poi diventati macchine da festa. Nei secoli, i simboli dell’omaggio al Santo sono diventate otto altissime macchine da festa, tante quante sono le corporazioni artigiane che rappresentano. A danzare a ritmo di musica anche una barca, simbolo dell’evento che è alla base della festa eterna. La domenica della ballata e della processione di Gigli che ogni anno affolla Nola con migliaia di visitatori è però solo la fase clou di una tradizione che si sviluppa nel corso dell’anno senza soluzione di continuità. Non è un caso, infatti, che la si definisca “Festa eterna”: l’edizione successiva dello spettacolo dei Gigli comincia quando i festeggiamenti dell’anno precedente sono ancora in corso. Allo scoccare della mezzanotte, mentre i Gigli ancora regalano spettacolari evoluzioni lungo gli stretti vicoli medievali del centro antico di Nola, in municipio si decretano i nuovi maestri di festa che nel corso dei mesi daranno vita a tanti eventi nell’evento.







