La Sicilia invecchia, aumentano i pazienti cronici e cresce la pressione sulla sanità territoriale. Secondo gli ultimi dati Istat, nell’isola gli over 65 rappresentano quasi un quarto della popolazione, mentre nelle aree interne e più disagiate il medico di medicina generale continua a rappresentare il principale presidio sanitario di prossimità. In questo scenario, la vera sfida non è solo costruire nuove strutture territoriali, ma garantire cure continue e coordinate ai pazienti cronici e fragili, evitando la frammentazione dell’assistenza. «Il nuovo Accordo integrativo regionale della medicina generale - sottolinea Riccardo Scoglio, segretario regionale Simg Sicilia - punta a rafforzare il ruolo del medico di famiglia nella prevenzione, nelle vaccinazioni, nella gestione della cronicità e nell’appropriatezza prescrittiva; si tratta di un cambiamento che richiede però strumenti organizzativi, integrazione con il territorio e capacità di trasformare indicatori e obiettivi clinici in percorsi assistenziali concreti e sostenibili nella pratica quotidiana: misurare ciò che si fa, confrontarlo con standard condivisi e valutare gli esiti clinici rappresentano oggi elementi fondamentali per garantire appropriatezza e qualità del sistema sanitario».
Simg, Scoglio: «Medici di famiglia centrali nel futuro della sanità»
Il segretario regionale del sindacato affronta anche il problema della carenza di queste importanti figure







