La riforma dell’assistenza territoriale sanitaria è una vera rivoluzione, una sfida. Proprio pochi giorni fa il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha annunciato una campagna di comunicazione per promuovere le Case di comunità e far conoscere ai cittadini i servizi offerti dalle nuove strutture della sanità territoriale. In Sicilia, secondo dati ufficiali della Regione, sono state attivate 170 tra Case della comunità, Ospedali di comunità e Centrali operative territoriali.

Le Case di comunità sono centri sanitari nati per ridurre il gap della distanza territoriale tra il cittadino e l’ospedale o la visita specialistica. «Sono il perno della sanità vicino casa. Non sono piccoli ospedali e non sostituiscono il pronto soccorso. Il loro obiettivo è risolvere vicino a casa i problemi non urgenti e lasciare l'ospedale alle vere emergenze. Dovrebbero riunire medici di famiglia, infermieri e alcuni servizi come visite specialistiche, esami di base e controlli per chi ha malattie croniche”, spiega Giancarlo Pregadio, direttore generale nella sanità privata, manager sanitario, inserito nell’elenco nazionale dei professionisti idonei a dirigere enti del Servizio sanitario nazionale e dell’Oiv, l’organismo di valutazione del funzionamento delle pubbliche amministrazioni, che ha realizzato un progetto sperimentale che permette di analizzare e confrontare una gran quantità di dati della sanità».