Negli ultimi anni lo stress è diventato uno dei grandi temi trasversali della società digitale. Viene evocato in ambito lavorativo, sanitario, psicologico, educativo e persino economico. Tuttavia, nonostante la diffusione del concetto, la sua misurazione rimane ancora complessa. Lo stress non è infatti soltanto una percezione soggettiva o una condizione emotiva: è un fenomeno biologico multidimensionale che coinvolge contemporaneamente cervello, sistema nervoso autonomo, metabolismo, postura, qualità del movimento e funzioni cognitive.È proprio su questa prospettiva integrata che si concentra un recente studio italiano pubblicato sulla rivista internazionale Healthcare, che ha esplorato la possibilità di costruire una nuova misurazione multimodale dello stress cronico attraverso parametri neurofisiologici, metabolici e motori.Lo studio ha coinvolto 33 donne lavoratrici e madri, una scelta particolarmente interessante perché si tratta di persone impegnate su più fronti — professionale e familiare — con obiettivi e modalità differenti, ma entrambi fondamentali per la realizzazione personale, monitorate per sei settimane attraverso un approccio definito “embodimetrico”, basato cioè sulla raccolta simultanea di dati cardiaci, cognitivi, posturali e metabolici.Indice degli argomenti