Ogni estate, da quasi quarant'anni, una squadra di salvataggio davvero speciale pattuglia le spiagge italiane: imbrago galleggiante giallo fluo, come un mantello di Superman, quattro zampe e un istinto straordinario

Ogni estate, da quasi quarant'anni, una squadra di salvataggio davvero speciale pattuglia le spiagge italiane: imbrago galleggiante giallo fluo, come un mantello di Superman, quattro zampe e un istinto straordinario. Sono i cani della Scuola italiana cani salvataggio (Sics). “Oggi la Sics - dice all’Adnkronos/Labitalia Ferruccio Pilenga fondatore dei Sics - è operativa in tutte le 20 regioni italiane con una rete di 400 cani addestrati. Ogni anno, questi incredibili animali salvano dall'annegamento tra le 20 e le 30 persone, lavorando in stretta sinergia con la Guardia Costiera e i bagnini per aumentare la sicurezza dei nostri mari”.

Com'è nata la Sics, una sfida nata da un salvataggio

E’ estate il terranova nero Reef è seduto eretto sulla prua di una motovedetta della Guardia Costiera, con le orecchie tese e lo sguardo fisso su un punto dell'acqua. Inizialmente il suo conduttore, Ferruccio Pilenga, non vede nulla. Poi lo scorge: un braccio che emerge appena dalla superficie. Nessun grido, nessun agitarsi frenetico. Solo quel silenzioso, esausto sprofondare verso il basso. Al comando, Reef si lancia in acqua. Pilenga osserva il suo cane con la calma di chi ormai non si stupisce più di nulla:"In Reef scorre il vero istinto dei cani marinai. Vuole salvare chiunque veda in acqua", spiega senza enfasi drammatica, descrivendo una cosa che per loro è del tutto naturale. Ma quella che appare come spontaneità è il frutto di decenni di lavoro. "Nei film- racconta - le persone annegano facendo rumore: urlano e si dimenano. Nella realtà, l'annegamento è un evento silenzioso. I bambini, semplicemente, scivolano sott'acqua. La ragione medica è il laringospasmo, un riflesso che impedisce all'acqua di penetrare nei polmoni, ma che impedisce anche di chiedere aiuto. Ecco perché le nostre squadre scrutano la spiaggia con il binocolo in modo costante e sistematico. Spesso interveniamo prima ancora che subentri lo sfinimento. In questo, i cani percepiscono il pericolo prima di noi: notano che qualcosa è diverso dal solito e abbaiano, lanciando l’allarme".“La storia della Sics - ricorda - affonda le radici in un evento personale che ha cambiato la vita di Pilenga. Verso la fine degli anni Ottanta, mentre faceva volontariato nella protezione civile, sua figlia di sei anni rischiò di annegare in un lago. A salvarla non fu un bagnino e nemmeno il padre, ma Mas, il terranova di famiglia. Da quel momento, l'idea di creare una scuola di salvataggio non ha più abbandonato Pilenga. Nel 1989 nasce ufficialmente la Sics, in un periodo in cui l'idea di avere cani da soccorso sulle spiagge era considerata pura utopia."La Guardia Costiera – sottolinea - non conosceva cani operativi in acqua. Un mio amico, Ruggero L., pilota comandante del Servizio di Soccorso Aereo (SAR) dell’Aeronautica Militare, mi disse: 'Il giorno in cui volerai con Mas su un elicottero, calandoti col verricello o tuffandoti con lui in acqua per salvare qualcuno in addestramento, allora sarai credibile'. Era un amichevole rifiuto, ma io lo accettai come una sfida”.I fatti diedero ragione a Pilenga. 1991: Mas vola per la prima volta ed esegue la prima esercitazione di salvataggio. 1994: Mas si lancia ufficialmente da un elicottero in acqua. 1996: la Sics ottiene il riconoscimento ufficiale dal Corpo delle Capitanerie di Porto, autorizzando le unità cinofile a integrare i servizi di salvataggio in tutta Italia. 2015: viene siglato un accordo formale di collaborazione con la Guardia Costiera, che permette ai cani di essere regolarmente imbarcati sulle motovedette.