Nell’ultimo anno la politica australiana è stata dominata da One nation, una formazione populista che ha quadruplicato i suoi consensi. Cambiando lo schieramento conservatore

Quando nel maggio del 2025 il governo di centrosinistra guidato dal Partito laburista è stato rieletto, gli analisti hanno subito attribuito quella vittoria schiacciante al rifiuto da parte degli elettori della decisione della coalizione conservatrice di proporre temi populisti in stile Trump. Ma nei tredici mesi successivi la politica australiana è stata dominata da un’impennata del partito One nation, la versione australiana del movimento Maga.

Fondato nel 1997 dall’ex candidata dei liberali Pauline Hanson, One nation ha avuto una presenza intermittente nella destra estrema della politica nazionale, con un picco dell’8,4 per cento di voti nel 1998. Dalle elezioni del maggio del 2025, quando ha ottenuto il 6,5 per cento dei voti, la sua crescita è stata straordinaria, fino ad arrivare al 28 per cento nei sondaggi di giugno, raggiungendo il Partito laburista e superando la somma dei voti del Partito liberale e del suo tradizionale alleato di minoranza, il Partito nazionale, radicato nelle aree rurali.

Grazie alla complessità del sistema elettorale australiano, con questi livelli di consenso il Partito laburista potrebbe comunque vincere agevolmente le elezioni e formare un governo. Ma i sondaggi stanno diventando sempre meno affidabili e i governi laburisti, al livello federale e statale, temono che One nation possa conquistare consensi nei segmenti meno ricchi e socialmente più conservatori della loro tradizionale base elettorale.