Un nuovo test condotto in Svizzera ha rilevato tracce di PFAS in tutti i campioni di latte intero esaminati, inclusi quelli biologici. Un risultato che non sorprende del tutto gli esperti, ma che conferma quanto questi composti siano ormai diffusi nell’ambiente

Un nuovo test condotto in Svizzera riporta al centro del dibattito una forma di contaminazione ambientale sempre più diffusa e difficile da contenere: quella da PFAS. Le analisi, condotte sul latte intero, hanno evidenziato la presenza di queste sostanze in tutti i campioni esaminati, senza eccezioni, inclusi quelli provenienti da produzioni biologiche.

Ma il dato più significativo dell’indagine non riguarda tanto le differenze tra i singoli prodotti, quanto la loro uniformità: le tracce di PFAS risultano presenti indipendentemente dal metodo di produzione, segno di un inquinamento che non nasce nella filiera alimentare in senso stretto, ma nell’ambiente in cui essa si sviluppa.

Si tratta di un risultato che, da un lato, non sorprende gli esperti del settore, sempre più consapevoli della diffusione capillare di questi composti; dall’altro, rafforza l’attenzione su una questione che negli ultimi anni è passata da tema tecnico a problema di interesse pubblico, sanitario e politico.