Studia il cervello delle zanzare per capire come fanno a trovarci. Le alleva nel laboratorio di Neurogenetica e Comportamento della Rockefeller University a New York. Le modifica geneticamente in modo che i loro neuroni si illuminino quando sentono il calore di un uomo o l’odore di un repellente. Ha persino sperimentato sistemi per metterle al guinzaglio. «Le zanzare hanno sempre un asso nella manica per trovarci: sono così specializzate che un modo per arrivare a noi lo trovano sempre». Lui si chiama Jacopo Razzauti, ha 28 anni, è un neuroscienziato italiano. Partito da Livorno, è arrivato nel cuore di Manhattan, alla Rockefeller University, una delle istituzioni più prestigiose al mondo per la ricerca biomedica. Qui studia un mistero antico: come fanno le zanzare a trovarci, come percepiscono i repellenti, perché alcuni funzionano meglio di altri.«Le zanzare sono l’animale più letale per l’uomo. Noi non ce ne accorgiamo perché viviamo in Paesi dove le malattie che trasmettono sono state debellate, anche se il rischio che queste malattie ritornino è sempre dietro l’angolo. Si calcola che ogni anno causino tra 600 mila e 1 milione di morti. Per intenderci, l'equivalente della popolazione di San Francisco o quella di Torino». Per osservare il comportamento non solo delle zanzare ma di tutti gli animali, Razzauti ha sviluppato con il collega Peter Skovorodnikov FERAL un algoritmo open source di intelligenza artificiale che permette agli scienziati di interpretare i comportamenti animali. Rilasciato pochi mesi fa, è già utilizzato da ricercatori in tutto il mondo e ha attirato anche l'attenzione di Yann LeCun, tra i pionieri dell'intelligenza artificiale.