Il Pnr? «Un piano ad oggi ancora troppo lacunoso che non lascia intravedere una strategia di fondo per raggiungere i traguardi del regolamento». Lo dichiarano le Associazioni Apicittadine, Blue Marine Foundation, Cipra Italia, Cirf, Ciso ODV -Centro Italiano Studi Ornitologici, Forum Nazionale Salviamo il Paesaggio, Federazione Nazionale pro Natura, Fondazione Marevivo, Legambiente, Lipu, Rire-Rete Italiana Ripristino Ecologico, Slowfood Italia e Wwf Italia che, nelle scorse settimane, sono mobilitate per studiare la bozza di Piano nazionale di Ripristino (Pnr) e fornire le proprie osservazioni e proposte sulla piattaforma ParteciPA, che verranno raccolte nelle prossime settimane in un report di sintesi che verrà reso disponibile a tutti i cittadini e portatori di interesse. Si è chiusa infatti ieri la fase di consultazione pubblica del Pnr, documento fondamentale per l’attuazione del Regolamento europeo sul ripristino della natura che ogni Stato membro deve presentare alla Commissione europea entro il prossimo 1° settembre.

L’analisi dei documenti effettuata dalle associazioni rileva che, nonostante l’accelerazione degli ultimi mesi, il nostro Paese sta pagando lo scotto di mesi di inattività (il Regolamento è infatti entrato in vigore nell’agosto 2024), che ha costretto i tecnici a una corsa forzata per raccogliere da regioni e province autonome misure perlopiù già in essere, in molti casi anche valide e ambiziose, ma che non costituiscono un quadro di azione unitario e coerente con le parti introduttive del PNR. Inoltre, è mancato quasi del tutto un percorso di elaborazione condiviso di nuove azioni di ripristino, particolarmente necessario in relazione a tutti gli articoli del Regolamento, nonché un processo di integrazione nella redazione delle diverse componenti del piano.