Si aspettava da 25 anni. È il Piano nazionale di ripristino della natura, il Pnr. Darà attuazione al Regolamento europeo della natura adottato nel 2024 che ad esempio all’articolo 8 (ecosistemi urbani), impone ai Comuni, entro il 31 dicembre 2030, il divieto di realizzare progetti urbanistici che comportano consumo di suolo all’interno degli ecosistemi urbani, in pratica non si potranno ridurre le aree verdi e la proiezione a terra della chioma degli alberi se non avviando delle azioni di ripristino. E dal primo gennaio 2031 si dovrà addirittura aumentare la dotazione di verde e rigenerare il suolo togliendo le aree pavimentate sostituendo con alberi.

L’INTERVISTA

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22 Aprile 2026

Ma appunto è solo un esempio dello strumento che dovrebbe tutelare gli ecosistemi e contrastare la perdita di biodiversità, invertire il degrado ambientale e contribuire al contrasto della crisi climatica attraverso interventi concreti su suolo, e i territori urbani. Appena varato dal ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica insieme al ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste e con il supporto dell’Ispra ora sarà sottoposto alla consultazione che rimarrà aperta fino al 9 giugno 2026. Basterà collegarsi alla piattaformaParteciPA, dove è possibile consultare i materiali e inviare contributi e proposte di modifica. La prima bozza di Piano infatti dovrà essere trasmessa alla Commissione Europea entro il primo settembre 2026.