Fino a qualche anno fa, la domanda era relativamente semplice: chi ha premuto il tasto invio, chi ha scelto “sì”, “no”, “annulla”? L’azione umana, nella sua fisicità, restava il perno attorno al quale il nostro ordinamento costruiva l’imputazione penale essenzialmente basato sulla responsabilità personale (di chi ci aveva messo il dito la scelta).Oggi, tuttavia siamo però dinanzi ad un panorama radicalmente mutato, invero, siamo entrati nell’era degli AI Agents, sistemi di intelligenza artificiale che non si limitano più a rispondere, ma che pianificano, decidono e agiscono in modo autonomo, concatenando azioni in sequenze complesse, interagendo con l’ambiente digitale e sempre più spesso con quello fisico, ottimizzando obiettivi assegnati dall’utente attraverso percorsi che nessun programmatore ha esplicitamente codificato e che, talvolta, nessun essere umano è in grado di prevedere o ricostruire ex post.È proprio in questo mutato scenario, concreto e non più fantascientifico, che le domande con le quali saremo chiamati a confrontarci diventano non solo lecite, ma urgenti, impellenti e più presto di quanto pensiamo chiederanno una pronta e precisa risposta, sul piano tecnico e giuridico, che mai come ora sono chiamati ad un cambio di paradigma che li vede in stretta “simbiosi” tra loro per poter affrontare la domanda che ci siamo posti nel titolo di questo lavoro.Indice degli argomenti