Dopo gli omaggi e i saluti dei presidenti di Camera e Senato, inizia l'atteso discorso del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. "Non fu agevole la strada che condusse all'Assemblea Costituente - esordisce il presidente -. Fu un prezzo alto quello che consentì agli italiani di conquistare il diritto di dettare le regole della propria convivenza civile dopo la dittatura e la guerra. Lo pagarono i partigiani, le popolazioni sottoposte alle vessazioni naziste e della Repubblica di Salò, i militari lasciati allo sbaraglio e poi partecipi dello sforzo di ridare onore alla Patria con il Corpo Italiano di Liberazione e con gli oltre 600.000 militari internati in Germania, con il loro rifiuto di porsi al servizio dei nuovi invasori. Lo pagarono gli italiani di origine ebraica avviati ai campi di sterminio e quelli che nella Brigata Ebraica e nelle formazioni partigiane parteciparono alla Liberazione dell'Italia e alla costruzione di una nuova società che non vedesse l'oppressione dell'uomo sull'uomo".Mattarella ripercorre la storia, fatta di lotta partigiana, del dolore e dello scempio dei campi di sterminio, della dittatura e dell'occupazione nazi-fascista. "Nonostante l'inettitudine dimostrata dalla monarchia l'Italia non era terra di nessuno. Questo il merito di quelle donne e di quegli uomini". "Nelle giornate del 2 e 3 giugno 1946 con il voto si sarebbe consumata la fine della breve monarchia dei Savoia Re d'Italia e realizzato il sogno risorgimentale di Giuseppe Mazzini e Giuseppe Garibaldi: una assemblea per il patto costituzionale tra gli italiani; un nuovo Stato per l'Italia unita". Mattarella cita Mazzini, Garibaldi, ma anche De Gasperi: "Concordia e unità, questo il programma della nuova Italia repubblicana, riassunto dal Presidente della ricostruzione, con un atto di fede nella virtù della democrazia". Il presidente riprende il discorso di insediamento della Consulta, il 25 settembre 1945, di Carlo Sforza in ricordo dei "martiri assassinati dal fascismo, Matteotti, Amendola, don Minzoni, Gramsci, Carlo e Nello Rosselli"."Paese legale e Paese reale, con il suffragio elettorale davvero universale, coincidevano per la prima volta nella storia nazionale".Nel portare avanti i lavori, "si obbediva a un principio elementare che si è, via via, affermato nel comune sentire dei cittadini: la Repubblica è di tutti". Mattarella cita Giacomo Matteotti e Giorgio Amendola e dall'Aula si alza un lungo applauso.
Mattarella: "Gli italiani pagarono un prezzo alto". Alla Camera le celebrazioni per l'80esimo anniversario della prima seduta dell'Assemblea Costituente
Tra gli interventi, a precedere quello del presidente della Repubblica, quelli di Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa










